Luci

La casa del partito comunista – Bulgaria

Succede che un giro di luci resta acceso per anni
anche se non c’è più nessuno
come il giapponese nascosto nella boscaglia
che ingrassa il suo fucile e non sa della fine della guerra

e ti chiedi a cosa serviva prima quella luminaria
chi può averla dimenticata
perchè l’ultimo che è uscito non l’ha spenta e come ha fatto a restare accesa per tanto tempo
a dispetto della vita media di una lampadina

continuità
il miracolo della dimenticanza

è l’accendere e spegnere che uccide

– – – o – – O – – o – – –

Ancora stasera
con un virgolettato sul foglio del cielo
le stelle hanno smentito la fine del mondo

Che idea il padreterno
stampare in negativo l’edizione della notte!

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Franco A. Canavesio – Luci (I), Luci (II) – 6 settembre 2013
Foto: La casa del partito comunista – Bulgaria

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Ai doni della notte

Minareti

Quando la corda risponde al tamburo
con onde che sciolgono i nodi
salgo muezzin al tramonto a cercare l’ultimo raggio
e intono il canto sommesso del tempo
sospeso sul finire del giorno

Tace e mi accuccio l’orecchio alla pietra del sacro
la vita di sotto e in alto le stelle di vita più antica
leggero il deserto scricchia la sabbia oltre la porta
apro con semplicità ai doni della notte

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Franco Antonio Canavesio – Ai doni della notte – 20 giugno 2013

Veglia

Il letto

La notte
del fiume ritrovo il corso disfatto
la ruspa e il mio dorso
sul letto di sassi

l’acqua scorre distante
senza intoppi
non indugia tra i ciotoli
non si perde
in rivoli e gocce

Il muschio si affida alla pioggia
la vita alle pozze
e nella veglia
il guado
la corrente che preme sui fianchi
resta esercizio puro
di mente

ogni passo è una fitta
e la pendola conta e riconta
le schegge della mia schiena
una in più ad ogni tocco

Col primo chiaro il risveglio
apro gli occhi allo specchio
anche stamane disposto
al solito gioco di scambio
la mano in cerca del flusso
a cogliere un po’ di quell’acqua

nella conca di smalto
tracce di bianco
si perdono le ultime gocce.

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Franco Antonio Canavesio – Veglia – 27 aprile 2013

Ancora

Starry Night of Rhone Alpes  - Gernot Meiser

Starry Night of Rhone Alpes – Gernot Meiser

Stavamo sulla sponda della notte
ancora incerta e troppo chiara per le stelle
i corpi già pronti al tremore degli astri
e al flusso di rade nuvole
filanti sul blunero

a fianco distesi
la pelle tutt’uno con la terra
ancora tiepide le tracce del sole
sull’erba
l’anima ben salda e il respiro
crescente
a far posto all’arco intero del cielo

pregavamo la luna di indugiare
dietro la collina
e la brezza di stare quieta
ancora
per un momento

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Franco Antonio Canavesio – Ancora – 9 Marzo 2013
Starry Night of Rhone Alpes – Gernot Meiser