Sul fiume

Sul fiume

La stagione di mezzo
incerta scodella polente
di farine sbiadite
e condense di latte
sul nastro posato
indolente nel piano

non sai se l’acqua
scorre dal monte
o sgorga dal ventre
di terra
seguendo budelle
tra i languori del verde

indugia a ogni ansa
settembre
per prendere tempo
dar da bere ai sambuchi assetati di viola
far da specchio ai piccoli soli
che schiudono a mazzi
in gialli svolazzi
di bombi golosi
degli ultimi spasmi d’estate
esangue
di tiepidi umori

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Franco Antonio Canavesio – Sul fiume – 2 settembre 2013

Veglia

Il letto

La notte
del fiume ritrovo il corso disfatto
la ruspa e il mio dorso
sul letto di sassi

l’acqua scorre distante
senza intoppi
non indugia tra i ciotoli
non si perde
in rivoli e gocce

Il muschio si affida alla pioggia
la vita alle pozze
e nella veglia
il guado
la corrente che preme sui fianchi
resta esercizio puro
di mente

ogni passo è una fitta
e la pendola conta e riconta
le schegge della mia schiena
una in più ad ogni tocco

Col primo chiaro il risveglio
apro gli occhi allo specchio
anche stamane disposto
al solito gioco di scambio
la mano in cerca del flusso
a cogliere un po’ di quell’acqua

nella conca di smalto
tracce di bianco
si perdono le ultime gocce.

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Franco Antonio Canavesio – Veglia – 27 aprile 2013