Giallo d’estate

Emanuele Luzzati - Pinocchio e la Fata dai capelli turchini

Emanuele Luzzati – Pinocchio e la Fata dai capelli turchini

Il turchino non è più
della fata
è il vermiglio
a imbrattare di giallo la fiaba
orrendo misfatto
le macchie scarlatte
trovarla trafitta
sul letto

s’ era preso per mano
a un testa di legno
seduto sulla porta di casa
troppo curiosa del naso
bugiardo
a modo di spada

storia da calura agostana
killer seriale
scaffale di fiabe da rovesciare
fate curiose
svampite
da pillole e ormoni di mare

il grillo-marito in mutande
griffate al profumo di francia
ancora cantava stordito
un flebile cri

oh
mon dieu

dernier cri

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Franco Antonio Canavesio – Giallo d’estate, ovvero la tragedia della fata, del naso e del grillo (ménage à trois ) – 5 luglio 2013
Emanuele Luzzati – Pinocchio e la Fata dai capelli turchini

Ogni estate (a Spotorno)

Ogni estate, a Spotorno

Veniva col filo del ragno
ogni estate
all’incontro di calce dei muri
e il geco
la testa all’ ingiù

l’azzurro di un mese
la persiana bloccata della unica stanza
con affaccio sull’orto
cappelli di sale le suore in ginocchio
a raccogliere fiori di zucca
di primo mattino

la corazza di Bettina cresceva ogni anno
di erba e insalata
e del salso dell’aria del mare
Moretto giocava col muso
e la lingua
a girarla gambe all’insù

pulizie a fine stagione
anche negli angoli alti
ci sarebbe voluto un po’ d’olio
e magari
cambiare la corda

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Franco Antonio Canavesio – Ogni estate, a Spotorno – 22 luglio 2013

Frammenti di un’altra stagione (I)

Onde

Quel traversare di pensieri tra le rive di mari
distanti
dava senso alla quotidiana urgenza del nostro amore
lettere marchiate espresso
una al giorno
le tue nella casella d’albergo dov’ero in vacanza
le mie portate in villa dalla postina che canticchiava
l’amour
l’amour

E sapevamo tracciare con voci diverse
gli stessi significati di appartenenza
io vedevo i tuoi occhi la tua figura nei riflessi
tu sentivi la mia presenza nell’ aria
che veniva dal mare

Non eravamo sdolcinati con ciocche tra i fogli
si scriveva sulle onde
ritmici sussulti i tuoi segni rotondi
come riccioli ad anelli
il mio tratto scomposto
con l’inchiostro a singulti

un’estate a distanza
via vai d’amore
su traghetti di parole
nella bonaccia d’agosto
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Franco Antonio Canavesio – Frammenti di un’altra stagione (I) – 1 aprile 2013