Storie di Langa

Pinot Gallizio - La Gibigianna, quadro I - GAM Torino

Pinot Gallizio – La Gibigianna, quadro I – GAM Torino

Col freddo di fuori e una gobba di luna
dopo il terzo bicchiere
mi bevo le storie del bianco e del nero
rido alla balla del cucciolo nano
di lupo mannaro
tenuto a catena
e il crocchiare dei denti da latte
che il plenilunio fa sulle ossa
come quando mordi un grissino

teneri i ciuffi lasciati per terra
la muta del pelo
e il gusto feroce di bestia
che andava a braccetto coi vizi
della masca
nei giorni di luna

la donna selvatica della collina
una volta ogni mese
agguantava un frutto di vigna
maschio sapore
brunoriccio il pelo
la pelle di latteo candore
a mescolare le voglie di uomo donna e animale

spento il fanale tutto tornava normale
vello d’agnello
pelle di pesca la gota
sulla mano
i fori dei denti

scavato col fuoco
sul collo
il bacio continua a bruciare.

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Franco. A. Canavesio – Storie di Langa – 12 ottobre 2013
Pinot Gallizio – La Gibigianna, quadro I – 1960 – GAM Torino
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Questione di luce

Mocucco Torinese - Dal castello, verso il piano

Mocucco Torinese – Dal castello, verso il piano

In ultimo è questione di luce
la scelta tra valle e monte
se rintanarsi nel folto o darsi alla fuga nell’aria
oltre il profilo dei colli

ho scelto
le vigne pettinate
le pezze di verde imbastite di ombre
case e campanili, un ricamo sui poggi
e più avanti il piano
cucito sul filo dei monti

mi fermo
ho timore a volare fin là
già il primo giorno.

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Franco. A. Canavesio – Una questione di luce – 18 ottobre 2013

La casa

Casa affresco - Copia

Anche se è il sud che la guarda
la casa ha viso d’oriente
giallo di lacca limone
e tre file di occhi vogliosi
perchè in due strabuzza lo sguardo
a mirare dappresso e distante
e bere tutta la luce

è buffo
ma a volte mi chiedo se è femmina o maschio
per via del baffo
che spunta tra bocca e naso
con quel vezzo di taglio diritto
squadrato a balconcino

quando ride
ci entra ci esce l’aria che viene dai colli
e a seconda del tempo
una furia gli scuri fanno a cazzotti col vento
o quieti si aprono ai refoli biondi
e giocano a rimpiattino

sul lato
una crocchia d’ulivo sporge dal muro
e oltre gli antichi mattoni
un duetto di odori le prove di canto
della salvia
e del rosmarino

un passo
e il profumo si tuffa dal muro
nel mare di coppi colli pianure
fino alla linea dei monti
dipinta su un velo
azzurro e turchino

di notte
anche la luna la guarda per ore
dal campanile di fianco
e segna un rintocco a ogni giro
mentre il silenzio orecchio più fino
li conta due volte
quando lontano risponde
la squilla
di Marentino

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Franco. A. Canavesio – La casa – 10 novembre 2013