Vapore d’un momento

Mimose

Ritrosa al contatto
la mimosa
boccoli biondi
vapore d’un momento
chi così fragile l’ha scelta
segno di donna
non la primula e la viola
o più gagliarda di giallo e di sentore
la ginestra
a caso s’aprì un giorno la finestra
sul giardino riva mare
e lei s’offrì
un soffio
allo sbuffo di grecale.

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Franco A. Canavesio – Vapore d’un momento – 8 marzo 2014

L’uomo del muschio

davy crockett

L’uomo
col cappello e la coda di opossum
era sceso in città al mercato dell’immacolata
con le pelli di muschio scuoiate alle rocce
fatte a fette
dentro cassette da frutta

il bastardo
gigante peloso cresciuto a latte e polenta
chiedeva carezze ai bambini
il muso poggiato sul banco

una foto
la foto col cane e il cappello
e due zolle di muschio
il presepio quest’anno lo voglio con l’odore di bosco

pazienza di padre il wild degli anni cinquanta
davy crockett era un mito

Franco. A. Canavesio – L’uomo del muschio – 24 novembre 2013

Dopo l’amore

Rodeo

Dopo l’amore è il momento delle domande strane
il tuo modo di ingannare il disagio della luce

ridi e mi chiedi
che senso ha sognare un nano
o un cane nero
addestrato a far da cavallo a una bertuccia
con le brache a strisce

mi vuoi stupire
e rido anch’io
ti rispondo che mi vedo sulla pista
a girare in tondo
il collare swarovsky ben serrato al collo
e una voglia forsennata di abbaiare.

Franco. A. Canavesio – Dopo l’amore – 23 dicembre 2013

L’angolo morto

Nevicata  - Dino Schierano

Nevicata – Dino Schierano

C’è un angolo morto alla luce diretta
d’inverno ci dorme la gatta
e fa sogni di caccia
quando vibra il baffo e l’unghia esce
di scatto

c’è chiaro di neve anche troppo diffuso
raggi sfiniti
dal rimbalzo di un solo colore
il chirurgo detesta le ombre
il sospetto di buio che disegna la vena

mi nega il contrasto il canale secco del sole
il graffio a firma scarlatta
il vaso nel petto che scoppia
la macchia di luce
distante dal piatto
bianco feroce.

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Franco A. Canavesio – C’è un angolo morto – 30 novembre 2013
Foto: Dino Schierano – Nevicata (particolare)

Auguri di Natale

Eugenio Lauraghi - Il larice - Castelli di carte, 1978, Fogola Editore

Eugenio Lauraghi – Il larice – Castelli di carte, 1978, Fogola Editore

A tutti gli amici l’ augurio di vivere con gioia queste Feste Natalizie, insieme ai vostri cari.

Partì dal fondo la spinta
da un’onda che scosse la chiglia
il risuccchio dal basso del tronco
e i nodi si sciolsero in vene
flusso di linfa salata
lo scoppio verde dei rami
la posa di stupiti gabbiani
e una stella stufa di mare
fatta leggera
per impulso d’amore
cedeva alle vele l’invito
dolce
a farsi cullare

ancora un momento e sbocciata in cometa
il tuffo ad oriente
lungo la via che porta al Natale

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Franco A. Canavesio – Natale 2013
Disegno di Eugenio Lauraghi – Castelli di carte, 1978, Fogola Editore

Solstizio d’inverno

Solstizio d'inverno

Sei già lì dietro gli scuri
nuda come l’estate
sul corpo la voglia crescente di luce
fuoristagione il calore
microclima regolato a pannello
nella stanza del tempio del sole

c’è ancora tempo qualche istante per la linea diretta col cielo
e il dardo che infila gli anelli
uno ad uno
al ritorno del navigante di stelle

sei pronta ad aprire ogni poro
una ics tesa
di braccia e di gambe

incrocio di fuoco
nel solstizio d’inverno

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Franco A. Canavesio – Solstizio d’inverno – 19 dicembre 2013

Il disegno

Piccoli spiriti blu -Rebecca Horn - Luci d' artista - Torino, Monte dei Cappuccini

Piccoli spiriti blu -Rebecca Horn – Luci d’ artista – Torino, Monte dei Cappuccini

Se scopri il disegno
nel percorso certo degli astri
e i guizzi di luce seguono
esatti i contorni del cuore e del volto
stupisci

gìà era inciso un solco dai bordi accoglienti
fin dal primo grido alle stelle
nello squarcio di anche
amore di madre
che apre il sentiero

chiara la via
non dico il dettaglio
il nome del fiore sbocciato sul ciglio
e chi lo coglie
se il mattino o la sera

marcata la traccia
cammino di piccoli piedi
minuscoli segni
e il respiro
di mille polmoni.

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Franco A. Canavesio – Il disegno – 16 novembre 2013
Piccoli spiriti blu – Rebecca Horn – Luci d’artista, Torino

Ora basta

orti

Ora basta con il minimo vitale degli orti di città
e l’acqua nelle vasche che va in aria
sempre la stessa
grazie a un motore

ne ho a basta anche dei fiori sfacciati dei cimiteri
sbagliati in ogni stagione
e del pianto
che cola sul marmo il calcio delle ossa

una rivolta la zappa nell’aiuola
zolle
steli
e il plop del tappo

sereno assisto lo zampillo
che muore
sacrificherò anche il pesce rosso nato con due code
insieme ai cespugli di salvia e rosmarino
e i loro odori
imbastarditi di gasolio

via via
lo schermo anti u-vi dal sole
e che inizi il processo di monda
di terra e fanghiglia

Mi rimbomba dentro il basta
sospeso quanto basta
prima del dopo

No no
fuori tempo
troppo presto
l’indizio di un cespo di viole

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Franco A. Canavesio – Ora basta – 11 ottobre 2013

Un respiro

Un respiro

Ha perso il conto del rosso sul blu
un respiro
salendo i mattoni oltre il disco del tempo
più oltre più in alto
nel vuoto del cielo dove rintocca il mezzo e l’intero
in caduta sui tetti
il rimbalzo sul muro
giù a rompicollo traverso le valli lungo le pieghe dei colli

nel piano s’allarga
un respiro
in velo di bruma

eco lontana
ripete
più lento
il percorso

all’indietro
una
due volte
conta e riconta il rosso sul blu
sempre diverso

fino a quando due volte di fila va in pari
la conta

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Franco. A. Canavesio – Un respiro – 1 novembre 2013

Non parlarmi di ombre

ombre-di-lughia

Anche se è tempo
non parlarmi di ombre
di segni luttuosi lucidati a cera
oggi nego la cura a scadenza annuale
il restauro del ricordo
l’intarsio di legno di rosa
su ebano nero

mi perdo piuttosto all’idea del tuo sguardo
cilestro che sfuma in altri colori
a occidente di un ricciolo biondo
incontro il vento rotondo
d’oriente
onda di bronzo
una campana tibetana
vibra e giunge per fili distanti
fin nella polpa
più densa e rossa
del cuore

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Franco. A. Canavesio – Non parlarmi di ombre – 30 ottobre 2013