Simboli

James Dean

James Dean

Ieri, mentre ero in auto ascoltavo su Radio3 la puntata pomeridiana di Wikiradio . Il 13 dicembre 1950 James Dean apparve per la prima volta in televisione, in uno spot pubblicitario, e questa data è pretesto ad Antonello Catacchio per il racconto della breve vita di James.
Tornato a casa, ho frugato nella scatola delle foto di famiglia per ritrovare uno scatto dove è ritratto mio padre, poco più di ventenne. Quello che fece innamorare mia madre, e che ogni volta mi rimanda all’immagine di James Dean.

Mio padre, a vent'anni

Mio padre, a vent’anni

Poi mi sono tornate in mente due righe scritte qualche tempo fa, dopo avere rivisto Gioventù bruciata e La valle dell’Eden.
E’ l’occasione di mettere tutto insieme.

Si dice
di uno con le mani in tasca
che è un perditempo, uno sfaticato

e parte il film di uno sui vent’anni
le brache larghe e l’aria da ribelle
tra le labbra una nazionale senza filtro
fumata a metà

non viene in mente una donna

avevano troppe cose da fare
e poi
usava ancora portare la gonna
stretta sui fianchi
nella celluloide dei primi anni cinquanta.

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Franco. A. Canavesio – Simboli (anni cinquanta) – 16 Ottobre 2013

East of Eden (La valle dell’Eden) – Julie Harris & James Dean – 1955
Rebel Without a Cause (Gioventù bruciata) – Natalie Wood & James Dean- 1955
Giant (Il gigante) – Elizabeth Taylor & James Dean – 1956
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All’anima femmina di una sedia

Savana Rocking Chair III designed by Jolyon Yates

Savana Rocking Chair III – designed by Jolyon Yates

Dritta la schiena in ginocchio
panca severa
fatica sublime fatica e preghiera
che allontana il bollore
salesiana ricetta per giovani casti
degli anni sessanta

e tu rivoluzione
che in un amen fai spazzatura dei vecchi precetti
sei quercia torta
dal fuoco di un semidio normanno
o chiglia sfibrata dall’onda
nei gorghi di maelström

il corpo mi offri flesso
di razza
indugio m’adagio
anima femmina cedi alla carne
e trovo immediata la giusta movenza
ancora ci separa la pelle
un gemito
quando tesa m’accogli

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Franco Antonio Canavesio – All’anima femmina di una sedia – 23 marzo 2013
Savana Rocking Chair III designed by Jolyon Yates

Robert Wilson a Palazzo Madama

Il guardiano

Il guardiano

Palazzo o foresta al buio

sui muri invisibili rami
e i gridi riflessi
di candidi gufi

comodo alloggio
le finestre di luce

Dall’alto figure di marmo
scambiano occhiate
sul cornicione
si guardano immobili
l’un l’altra

ascolta osserva

gonfio richiamo di gola
di una rana colore del sangue

un riccio arruffa impaurito

pupille azzurre sul nero
bucano l’ombra
cacciatore felino
o guardiano del bosco

atmosfera d’attesa
calma o tensione

tutto pare fermo
e si muove un bit alla volta

improvviso spasmo
di vita virtuale
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Franco A. Canavesio – Robert Wilson a Palazzo Madama – Impressioni
30 dicembre 2012
Video – Robert Wilson – Kool – F. A. Canavesio

Il teatro scolpito – impressioni

Modello per "La passione di Cleopatra" - Arnaldo Pomodoro

Modello per “La passione di Cleopatra” – Arnaldo Pomodoro

Un dono avere mani capaci
a pensare col bronzo
portare in vita le forme di dentro

per sfondo pianure macerie
e macchine antiche
mosse a forza di mani
e spazi e fiumi di luce

Ancora più ombra
e più luce
dalle crepe magma vitale
un canto feroce
morde la scena

scintille tra i denti

Avviene una volta è successo
in tempi non tanto lontani

valori diversi

rimane una traccia potente
simulacri a segnare il pensiero
insieme a nastri sfocati

singulti di video inceppati

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Franco Antonio Canavesio –  21 ottobre 2012
Impressioni da “Il Teatro scolpito” di Arnaldo Pomodoro – Palazzo Reale – Torino
Fotografia: Modello per la scena di “La passione di Cleopatra” di Ahmad Shawqi, Ruderi di Gibellina, 1989

Fatale fu

Onda d'oro - Itinerari d' Oriente  di Renzo Rossotti

Onda d’oro – Itinerari d’ Oriente di Renzo Rossotti

Fatale fu la veste di velluto …

Questa volta l’elemento determinante a spingermi all’acquisto di un libro sul tavolo dei remainders di Fogola  è stato il tatto, fatale lo sfiorare quella copertina in velluto di casimiro vinaccia, impresso in oro!
Un volume d’arte in edizione limitata, centocinquanta copie (la mia è la centoquindici) numerate a mano, edito nel 1981  da Corsi Editore in Santena, per le stampe di Rosada Arti Grafiche di Torino (editore e stamperia sono scomparsi entrambi da tempo). Carta splendida, stampa a mano, quaranta dettagliate incisioni della seconda metà dell’ottocento con il prezioso commento di Renzo Rossotti  e lo stato di conservazione è quasi perfetto.

Il tutto a trenta euro ( altre copie  sono disponibili nelle librerie antiquarie on-line a 180 – 190 Euro, più spese di spedizione).

E il piacere cresce con la lettura.

La Sanità piemontese e il diritto alle cure palliative

Misuriamo ogni giorno gli effetti dei tagli alla Sanità Pubblica e corrispondentemente verifichiamo gli sperperi delle scarse risorse. Ecco un esempio di diritti negati in tema di cure palliative.

Riprendo di seguito la pagina comparsa sull’ultimo numero del periodico “La F.A.R.O. informa”, che riporta la lettera inviata dal dott. Giuseppe Cravetto, presidente della Fondazione F.A.R.O. Onlus, ai referenti competenti per la Regione Piemonte e agli organi di stampa.

— o — o — o —

Pubblichiamo qui di seguito la lettera che il Consiglio di Amministrazione della FARO ha indirizzato al Presidente della Giunta Regionale, all’Assessore alla Sanita, ai Direttori delle ASL, ai quotidiani cittadini e a varie personalità per denunciare il mancato rilascio delle autorizzazioni al ricovero in hospice.

Lo facciamo perchè riteniamo importante che i cittadini, informati del loro diritti, possano opporsi a dinieghi immotivati e contrari alle norme che la stessa Regione si e data e possano sostenerci in questa battaglia.

Nell’aprile del corrente anno la Fondazione FARO ha aperto, all’interno del Presidio di San Vito, un secondo hospice con una capacita di 20 letti.
La realizzazione della struttura, frutto di un protocollo d’intesa tra FARO, Ospedale Molinette e Compagnia di San Paolo, era stata ovviamente sottoposta alla preventiva valutazione dell’ Assessorato alla Sanità che l’aveva approvata ritenendola in linea con la programmazione regionale.
Alla realizzazione dell’ opera, che doveva servire a eliminare una lista di attesa di 40-50 persone, hanno contribuito la Compagnia di San Paolo in misura determinante, la Fondazione Specchio dei tempi in misura rilevante e un gran nu­mero di piccoli sostenitori con un investimento complessivo di circa 3,5 milioni di euro senza alcun onere per la Sanità Pubblica.

II risultato di tanti sforzi comuni è che oggi molti dei letti disponibili nell’hospice sono vuoti perche, pur in presenza di un costante lista di attesa, le ASL non concedono Ie autorizzazioni al ricovero.

Giova ricordare che con delibera del 14.10.2002, la Regione Piemonte aveva determinato in 230 i posti letto hospice necessari alla nostra Regione e che, con l’apertura del secondo hospice FARO, il totale dei posti letto disponibili è di appena 120, senza considerare che il predetto fabbisogno era stato calcolato per i soli pazienti oncologici, mentre oggi gli hospice accolgono malati di varie patologie.

Stiamo quindi assistendo a una costante e diffusa violazione delle norme nazionali – Legge 15 marzo 2010 n. 38 – che sanciscono il diritto alle cure palliative nel luogo di cura più consono, del DPCM 23 aprile 2008 relativo ai Livelli Essenziali di Assistenza e dello stesso Piano Sanitario Regionale 2012-2015 in quanto:
• non viene quasi mai rispettato il previsto termine di tre giorni lavorativi per la concessione dell’autorizzazione con il risultato che molti pazienti muoiono prima di accedere agli hospice o decedono entro i primi due giorni, complice una legislazione che detta le regole ma non sanziona le inadempienze che rimangono comunque atti di rilevanza penale;
• il soddisfacimento dei requisiti previsti per l’ammissione in hospice è condizione indispensabile ma non sufficiente per ottenere il ricovero che avviene esclusivamente sulla base delle disponibilità finanziarie, evidentemente inadeguate, non ai 230 posti letto necessari ma ai 120 disponibili;
• agli ospedali, dai quali proviene gran parte dei degenti, è stato chiesto di non informare la Fondazione delle richieste di ricovero presentate per evitare
sollecitazioni che a volte non ottengono altro risultato che un diniego non motivato.

I motivi economici accampati a difesa di questi comportamenti mettono in luce una gestione della Sanità a comparti stagni che, per risparmiare una retta di 258 euro (stabilita nel 2001 e mai aggiornata), tiene occupati posti letto ospedalieri che hanno un costo triplo, che cresce in misura esponenziale negli ultimi giorni di vita, senza contare le implicazioni etiche e le violazioni dei diritti dei malati e delle loro famiglie.
La FARO si è assunta, come da accordi, l’onere della gestione della struttura, pur con una retta svalutata del 50% e con tempi di pagamento che oscillano dai 180 ai 360 giorni, ma è necessario che tutti i malati che hanno i requisiti previsti, e sono molti, possano accedere alla struttura nei tempi stabiliti e in riconoscimento di un loro diritto e non come vincitori di una sorta di lotteria.
Questo perchè, oltre ai sopra richiamati motivi etici che dovrebbero ispirare i comportamenti di tutti, esiste la necessità di programmare la gestione della struttura, il che comporta anche un giusto rapporto fra operatori e degenti che non può cambiare di giorno in giorno, senza portare allo sperpero delle preziose risorse che vengono dai nostri sostenitori.

Ci rivolgiamo quindi a chi ha il compito di tutelare la salute e il benessere dei cittadini affinchè vengano rispettate Ie regole che la Regione Piemonte si è data in materia di cure palliative.

Ringraziando dell’ attenzione porgiamo i più cordiali saluti.

Giuseppe Cravetto “

Black Earth

Fazil Say al piano

Sulla terra nera di Fazil Say si addensano ombre, almeno a sentire i commenti di Radio3, questa mattina.

Fino a ieri a stupire erano le sue interpretazioni e composizioni al piano (Black Earth la più nota) oggi la sua comparizione di fronte ai giudici turchi per vilipendio della religione.  Questo per alcuni tweet scherzosi, talmente innocui che, opportunamente trasposti alla religione cristiana, a mio avviso potrebbero essere pubblicati persino su l’Avvenire.  Quindi per Fazil la possibilità di essere condannato fino a 18 mesi di carcere, anche se l’ipotesi è remota.

Di Fazil ho il ricordo di due memorabili concerti al Lingotto e al Conservatorio e dei suoi trascinanti bis. Il personaggio è troppo noto e molto probabilmente non sconterà l’eventuale condanna, che implicherebbe uno stop pesante alla sua carriera musicale, ma mi chiedo se la Turchia di Erdogan, con il suo processo in corso di islamizzazione spinta, sia pronta ad entrare in UE.