Ogni estate (a Spotorno)

Ogni estate, a Spotorno

Veniva col filo del ragno
ogni estate
all’incontro di calce dei muri
e il geco
la testa all’ ingiù

l’azzurro di un mese
la persiana bloccata della unica stanza
con affaccio sull’orto
cappelli di sale le suore in ginocchio
a raccogliere fiori di zucca
di primo mattino

la corazza di Bettina cresceva ogni anno
di erba e insalata
e del salso dell’aria del mare
Moretto giocava col muso
e la lingua
a girarla gambe all’insù

pulizie a fine stagione
anche negli angoli alti
ci sarebbe voluto un po’ d’olio
e magari
cambiare la corda

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Franco Antonio Canavesio – Ogni estate, a Spotorno – 22 luglio 2013