Guarire

Dalla finestra - F. A. Canavesio (4/2013)

Dalla finestra – F. A. Canavesio (4/2013)

Mi trovo a mio agio in questo pezzo di Torino, a lato di via Po e Piazza Vittorio. Ci ho studiato. In quelle vie, all’uscita dall’Artistico, ho tenuto per mano la prima ragazzina e anche adesso c’è vita giovane e allo stesso tempo botteghe artigiane, coi vecchi maestri che fan vedere senza remore il loro mestiere e son capaci di dedicarti anche un ‘ora per mostrarti che “quella cosa” si può fare.

Amo anche le case, facciate lisce di inizio ottocento e cortili con la sternia, ma stamattina ho suonato a un portone decò e ho visto i due piani sfilare da seduto, sul divanetto in velluto granata dell’ascensore. Legni, bronzi e ferro battuto e la pulsantiera in bachelite coi piani scritti a penna, per esteso: primo piano, secondo piano … ultimo piano, su etichette di carta pergamena.

Mi ha aperto l’infermiera, gentile, un filo di voce, appena più forte del sottofondo di musica indiana. Mi ha offerto una scheda da compilare, su una lavagnetta da appoggio e la penna, come su un cabaret. E mi ha invitato a sedere in una sala semplice, piena di luce con affaccio sul retro giardino di Palazzo Accorsi e una fetta di Mole, dritta al sole dell’est.

Il tempo di godere la vista e mi viene incontro la dottoressa, di sicuro francese per l’aspetto e il parlare. Un lungo parlare di quasi due ore, colloquio, attenzione e piacere crescente, credo da ambo le parti.
Poi le sue mani sulla mia schiena, il collo, sugli arti, in piedi, sdraiato. Asimmetrie, tensioni, accumulate in anni. Movimenti, tocchi di dita appena percettibili o più sostenuti e mie involontarie reazioni, tremori, sussulti, anche violenti.

Far sentire alla mente tutto ciò che è fuori posto, consapevolezza per attivare i meccanismi innati di guarigione.
Il guarire va per vie interiori, sulla strada simboli, passi di consapevolezza, verso il riequilibrio.
Oggi, con la schiena dritta, non sento dolore di fronte all’ardire di questo spicchio fermo di Mole e alle bugne del platano antico, forte e fragile nel verde, appena accennato.

Oggi, il segno è la bellezza del contrasto. Stabilità. Cambiamento. E domani da questa stessa finestra il verde sarà meno trasparente, di una diversa e più densa bellezza.

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Franco. Antonio Canavesio – 18 aprile 2013
Fotografia – Dalla finestra – F. A. Canavesio

Tutto intorno si muove

Vincent Van Gogh - Alberi di ulivo (1889)

Vincent Van Gogh – Alberi di ulivo (1889)

Tutto intorno muove con l’onda
che appena si avverte oltre il dirupo dei colli
e solo l’afrore e la corsa del mare
talvolta giunge alle nari dei mirti
all’argento in foglia di ulivi nervosi
e fin le radici escono al chiaro
si torcono tutte per farsi coprire
dal fiato caldo
del mare

e il vento e le nubi urlano contro
spingono indietro con forza brutale
non basta l’orecchio più fine e il tempo
e la voglia
di luce e di ombra
per sentire
per ascoltare

troppo lontano
scomposto
si agita
il mare

riccia l’onda che sale
pietra la sella del monte
onda la nuvola avvolta
onda il legno la scorza
l’erba bianca del cielo

onda
tutto si muove con l’onda
coi ricci torti
dell’onda

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Franco Antonio Canavesio – Tutto intorno si muove – 15 aprile 2013
Foto: Vincent Van Gogh – Alberi di ulivo (1889)