Swarovski

Vetri rotti e fondi di bottiglia
sono rozza barriera al fuggire
oltre il muro scassato dei ricordi.

Per volare non bastano le piume
incollate su braccia palestrate
se manca l’accoglienza del cielo.

Non ho scale snodate da salire
o alberi amici a far da ponte
non ho pala, bulldozer, dinamite.

Ho provato con un vecchio cacciavite
a grattare la calcina tra le pietre.
ma a sera, misuro la polvere a ditali.

Una notte, ancora una con la schiena
appoggiata sui mattoni, la luna trasfigura
in swarovski lame trasparenti frastagliate.

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Franco Antonio Canavesio – Swarovski – maggio 2012

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Sentire il vento

Ci sono modi diversi
di sentire il vento buriano
suono vitale
i soffi di forza, incolore.

Tesi, nel letto, accucciati
la persiana sbatte, ogni tanto
sirene dal canto stonato
pulsano vani richiami.

Il naso sui vetri a guardare
bandiere di panni sui fili
tritura di foglie, corolle
gerani  in vaso, squassati.

Nell’odore di marcio dei bagni
la sabbia scricchia sui piedi
il vetro, vibra, si apre
uno sbuffo di tenda fa vela.

E’ forte! Tanto. Ma quanto?
Si legge dal coppo sfilato
dal fumo che esce a singhiozzo
il coccio a terra schiantato.

Dal mare che morde la sponda
i baffi increstati di spuma
dal fiocco teso a tamburo
il colpo del boma nel cambio.

Dal correre di nuvole, in alto
ombre sul grano segnato
da vermigli sfrangi di seta
papaveri in aria, scuffiati.

Ho aquiloni nel sangue, impazziti.

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Franco Antonio Canavesio – Sentire il vento – maggio 2012

Segni

Lucio Fontana - Concetto Spaziale

Perchè togliere o aggiungere al bianco

Ferite
da lavare ogni giorno e riporre in cornice

Mi chiedo se ancora esiste il sangue

 

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Lucio Fontana – Concetto spaziale – 1964
Franco Antonio Canavesio – Segni – Giugno 2012

Mi ritrovo

Mi ritrovo negli occhi
di mio padre
quando vedo chiari
i colori e le forme

fino i particolari
lasciandoli uniti, in compagnia.

Mi ritrovo nelle labbra
di mio padre
quando le traccia il sorriso
che di natura affiora

tutt’uno con gli occhi
a mostrare la luce di dentro.

Mi ritrovo nella voce
di mio padre
quando apro il saluto
in cadenza sabauda

buono a farmi distinguere
tra echi di suoni discordi

Mi ritrovo nel viso
di mio padre
quando mi sento ventenne
nella voglia e nel fare

capace di amori e utopie
di carta
da scrivere senza troppo pensare.

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Franco Antonio Canavesio – Mi ritrovo – Giugno 2012